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	<title>fabbricanti d&#039;immagine | </title>
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	<description>stampe digitali torino</description>
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		<title>ADESIVO CALPESTABILE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wp_fabbr]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 10:14:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[CONTRADDIZIONI &#8211; GAM TORINO Alcuni mesi fa, la curatrice della mostra mi chiama per chiedere se esiste un materiale che applicato a terra, sul pavimento in resina dello spazio espositivo, sia calpestabile senza rovinarsi nè togliersi per tutta la durata della mostra e nel contempo...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><span style="color: #000000;">CONTRADDIZIONI &#8211; GAM TORINO</span></strong></h2>
<p><span style="color: #000000;">Alcuni mesi fa, la curatrice della mostra mi chiama per chiedere se esiste un materiale che applicato a terra, sul pavimento in resina dello spazio espositivo, sia <strong>calpestabile</strong> senza rovinarsi nè togliersi per tutta la durata della mostra e nel contempo sia di facile rimozione senza lasciare traccia.</span><br />
<span style="color: #000000;">Dopo una breve ricerca, scegliamo di affidarci a un pvc che garantisca tutte queste richieste:</span><br />
<span style="color: #000000;"><strong>UV dot print n walk della Neschen</strong>.</span><br />
<span style="color: #000000;">Fatte le prove di colore e di posizionamento con la curatrice e l’artista si è passati alla produzione e quindi al montaggio del <strong>pvc adesivo calpestabile</strong> in mostra.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Questo lavoro è diventato parte integrante dell’opera dell’<strong>artista di Diego Perrone</strong>:</span><br />
<em><span style="color: #000000;">«Lo spazio che si apre ai piedi della scala accoglie nella sua prima parte la grande immagine a pavi- mento di un drago cinese su cui Diego Perrone ha posato due sculture in vetro del 2016.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;">L’immagine pavimentale e le sculture si trovano in un rapporto d’ambiguità spaziale che gioca fra continui scivolamenti dalla tridimensionalità alla bidimensionalità. Il vetro, fuso in blocchi pieni creati dall’unione di diverse qualità e diversi colori, acquisisce un aspetto saldo, quasi minerale, ma il peso delle sculture e dei basamenti si annulla a contatto con la figura del drago che fluttua in un immaginario spazio vuoto, piatto e liquido. Nel vetro l’intarsio dei campi cromatici appiattisce e contrasta la lettura del bassorilievo, nega la continuità di contorno alle immagini e crea uno spazio in cui le figure di carpe e di trattori si uniscono alla rappresentazione di orecchi come fossero frammenti fossili di uno spazio di pensiero custodito all’interno di teste che ricordano immagini, solide come roccia, incorporee come ricordi.</span></em><br />
<em><span style="color: #000000;">La testa del drago non guarda verso l’ingresso ma verso l’aprirsi dello spazio espositivo. Sta lì come i guardiani dei templi sul limite di una dimensione altra dove si aprono altre ambiguità percettive, altre inconciliate pluralità spaziali. Lo spazio digitale a cui appartiene la sua figura non è diverso da quello da cui sono emerse le immagini dipinte da Riccardo Baruzzi.»</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong><span style="color: #000000;">ADESIVI PERSONALIZZATI</span></strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Stampa digitale a Torino</strong> di <strong>adesivi personalizzati</strong>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong><span style="color: #000000;">ADESIVO CALPESTABILE</span></strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Stampa e applicazione di <strong>adesivo calpestabile personalizzato</strong>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="entry-title"><strong><span style="color: #000000;">NESCHEN UV DOT PRINT N WALK</span></strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<span data-type="normal"  class="qode_icon_shortcode  q_font_awsome_icon fa-3x  " style=" "><a itemprop="url" href="https://www.instagram.com/fabbricantidimmagine/" target="_self" rel="noopener"><i class="qode_icon_font_awesome fa fa-instagram qode_icon_element" style="color: #000000;" ></i></a></span>
<p>&nbsp;</p>
<a itemprop="url" href="https://www.instagram.com/p/CLzj91lI9vu/" target="_self" class="qbutton  default" style="" rel="noopener">VIDEO<i class="qode_icon_font_awesome fa fa-play qode_button_icon_element"></i></a>
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		<title>PODI OLIMPICI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wp_fabbr]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 13:41:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[REALIZZAZIONE PODI OLIMPICI &#160; Il concept grafico si sviluppa attorno all&#8217;idea della piazza italiana come momento di aggregazione e luogo di confronto da cui nascono nuove idee, cultura e arte. Ecco che i setti in plexiglass colorato diventano la metafora dei portici di questa ideale...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #000000;"><strong>REALIZZAZIONE PODI OLIMPICI</strong></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Il concept grafico si sviluppa attorno all&#8217;idea della piazza italiana come momento di aggregazione e luogo di confronto da cui nascono nuove idee, cultura e arte.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ecco che i setti in plexiglass colorato diventano la metafora dei portici di questa ideale piazza, peculiarità del nostro saper vivere italiano.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">A progetto avviato però insorge un grave problema che rischia di far naufragare l&#8217;idea.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La sicurezza degli atleti che con scarponi innevati o lame da ghiaccio devono salire sul podio senza rischiare di cadere in diretta mondiale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Mi ricordo che trovammo la soluzione, dopo una intensa ricerca di materiali, in una pellicola di sicurezza della 3M, praticamente una carta vetrata adesiva trasparente, pericolosissima al tatto, ma ideale per gli scarponi bagnati.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">I podi in plexiglass trasparente delle olimpiadi erano salvi e come tutti ricordiamo bellissimi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<a itemprop="url" href="https://www.facebook.com/fabbricanti.dimmagine/videos/3984126948285829" target="_self" class="qbutton  default" style="" rel="noopener">VIDEO<i class="qode_icon_font_awesome fa fa-play qode_button_icon_element"></i></a>
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		<title>PHOTO ACTION TORINO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wp_fabbr]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 18:35:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[MOSTRA ALLA GAM &#160; Quando la fotografia è solidale. Una mostra ideata, coordinata e curata da Guido Harari e Paolo Ranzani è allestita presso la GAM di Torino. 105 stampe fotografiche di grandi fotografi italiani e internazionali, per contribuire al Fondo Straordinario Covid-19 di UGI...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #000000;">MOSTRA ALLA GAM</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Quando la fotografia è solidale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Una mostra ideata, coordinata e curata da Guido Harari e Paolo Ranzani è allestita presso la GAM di Torino.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">105 stampe fotografiche di grandi fotografi italiani e internazionali, per contribuire al Fondo Straordinario Covid-19 di UGI Onlus. Mostre che vanno e mostre che vengono.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alla GAM Torino l’8 novembre chiudiamo le mostre dedicate a Newton, Carlo Pittara e Forma Informe.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Oltre ad Artissima, in arrivo dal 19 novembre un progetto straordinario: Photo Action per Torino 2020, nato nel maggio del 2020.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Una chiamata alle arti ideata dai fotografi Guido Harari e Paolo Ranzani, insieme a Wall Of Sound Gallery: un invito ad alcuni dei maggiori fotografi italiani e internazionali a donare una loro opera per sostenere insieme il progetto di un Fondo Straordinario Covid &#8211; 19 creato dall’Associazione U.G.I. Onlus.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">All’appello hanno aderito più di 100 fotografi che, a titolo gratuito, hanno messo a disposizione una loro immagine. </span><br />
<span style="color: #000000;">Oggi, a cinque mesi dal lancio dell’iniziativa, il fondo ha raggiunto la cifra record di 70.100 euro. </span><br />
<span style="color: #000000;">GAM è orgogliosa di sostenere e contribuire al progetto ospitando per tre mesi le opere di Photo Action per Torino 2020 che i visitatori potranno vedere ad un costo del biglietto simbolico di 1€, anche per i possessori di Abbonamento Musei.</span></p>
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		<title>HELMUT NEWTON</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wp_fabbr]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2021 16:29:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ GRAFICA DELLA MOSTRA A CURA DEI FABBRICANTI D&#8217;IMMAGINE &#160; MOSTRA GAM TORINO &#160; La GAM &#8211; Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino apre la stagione espositiva del 2020 inaugurando la grande retrospettiva Helmut Newton. Works, promossa da Fondazione Torino Musei e prodotta da...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;"><em> GRAFICA DELLA MOSTRA A CURA DEI FABBRICANTI D&#8217;IMMAGINE</em></span></strong></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4></h4>
<h4><span style="color: #000000;"><strong>MOSTRA GAM TORINO</strong></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">La GAM &#8211; Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino apre la stagione espositiva del 2020 inaugurando la grande retrospettiva Helmut Newton. Works, promossa da Fondazione Torino Musei e prodotta da Civita Mostre e Musei con la collaborazione della Helmut Newton Foundation di Berlino.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Il progetto espositivo è a cura di Matthias Harder, direttore della fondazione tedesca, che ha selezionato 68 fotografie con lo scopo di presentare una panoramica, la più ampia possibile, della lunga carriera del grande fotografo che sin dagli inizi non ha mai smesso di stupire e far scalpore per i suoi concetti visivi veramente unici. Il risultato è un insieme di opere non solo particolarmente personali e di successo, ma che hanno raggiunto un pubblico di milioni di persone anche grazie alle riviste e ai libri in cui sono apparse, e alle mostre delle  sue foto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">“La fotografia di Helmut Newton, che abbraccia più di cinque decenni, sfugge a qualsiasi classificazione e trascende i generi, apportando eleganza, stile e voyeurismo nella fotografia di moda, esprimendo bellezza e glamour e realizzando un corpus fotografico che continua a essere inimitabile e ineguagliabile”, afferma Matthias Harder.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Nel percorso di mostra si spazia dagli anni Settanta con le numerose copertine per Vogue, sino all’opera più tarda con il bellissimo ritratto di Leni Riefenstahl del 2000, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Quattro sezioni che rendono visibile come in questo lungo arco di tempo, Newton abbia realizzato alcuni degli scatti più potenti e innovativi del suo tempo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Numerosi ritratti a personaggi famosi del Novecento, tra i quali Andy Warhol (1974), Gianni Agnelli (1997), Paloma Picasso (1983), Catherine Deneuve (1976), Anita Ekberg (1988), Claudia Schiffer (1992) e Gianfranco Ferré (1996).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Delle importanti campagne fotografiche di moda, invece, sono esposti alcuni servizi realizzati per Mario Valentino e per Thierry Mugler nel 1998, oltre a una serie di importanti fotografie, ormai iconiche, per le più importanti riviste di moda internazionali.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">“Helmut è un gran manipolatore. Sa esattamente quello che vuole ed è implacabile nel cercare di ottenerlo sulla pellicola. Gli piace la teatralità della fotografia. Le modelle diventano le sue creature, i suoi personaggi&#8221; (June Newton).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">La fotografia di moda, ad esempio, non solo descrive ma ridefinisce lo spirito dei tempi, mira a raccontare con le immagini storie emozionanti e sorprendenti, compito per il quale Newton si è sempre mostrato all’altezza spingendosi sempre oltre la normale prassi, intrecciando una narrazione parallela, talvolta tinta di surrealismo o di suspense, travalicando i tradizionali approcci narrativi, è intrisa non solo di lussuosa eleganza e sottile seduzione, ma anche di riferimenti culturali e di un sorprendente senso dell&#8217;umorismo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Il chiaro senso estetico di Newton pervade tutti gli ambiti della sua opera, oltre alla moda, anche nella ritrattistica e nella fotografia di nudi. Al centro di tutto le donne.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ma l’interazione tra uomini e donne è un altro motivo frequente della sua opera.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">&#8220;La moda è stato il mio primo desiderio, sin da ragazzo. E, ovviamente, volevo diventare un fotografo di Vogue&#8221; (Helmut Newton).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Newton era in grado di trasformare luoghi banali in palcoscenici teatrali dai forti contrasti o particolarmente minimalisti per i suoi scenari assolutamente non convenzionali: &#8220;Non m’interessa il buon gusto. (&#8230;) Mi piace essere l&#8217;enfant terrible&#8221; (Helmut Newton).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Uno dei set fotografici preferiti era il garage del suo condominio a Monaco, con modelle e auto parcheggiate disposte a formare un dialogo visivo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Helmut Newton morì improvvisamente il 23 gennaio 2004 a Los Angeles, prima di poter assistere alla completa realizzazione della Fondazione a lui dedicata.</span></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>TORINO STRATOSFERICA 2020</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wp_fabbr]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2020 14:49:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Descrizione in fase di scrittura]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #000000;">TORINO STRATOSFERICA</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Un progetto collettivo di city imaging per costruire un potente racconto per immagini, che esalti il potenziale della città e il suo posizionamento internazionale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Come è la città dei nostri desideri? Torino Stratosferica è un’iniziativa indipendente che ha l’obiettivo di creare la migliore immagine possibile della città, volando in alto e guardando avanti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un’ambiziosa visione collettiva, alimentata dalle idee di diversi rappresentanti dell’industria creativa locale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Utopian Hours è il primo festival internazionale di city making in Italia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fabbricanti d&#8217;immagine è sponsor tecnico della manifestazione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Curiamo la stampa e l&#8217;allestimento delle grafiche presenti nella manifestazione tenutasi alla Centrale Lavazza e degli eventi del precollinar park.</span></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>PALAZZO PROVANA DI COLLEGNO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wp_fabbr]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2020 12:21:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Descrizione in fase di scrittura.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><strong><span style="color: #000000;">MUSEO SCHNEIBERG</span></strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">I tappeti imperiali dell&#8217;elisir: a Torino nasce il Museo Schneiberg</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nell’antica Cina si riteneva che le immagini, se collocate nelle giuste posizioni, avessero la facoltà di prendere vita e agire spostandosi nello spazio e nel tempo influenzando così lo svolgersi degli eventi.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Anche nei rituali della corte si credeva che le figure fantastiche, le fenici e i draghi volanti che decoravano i padiglioni della Città Proibita, partecipassero attivamente ai destini dell’impero e fossero veicoli per intraprendere il viaggio alla ricerca dell’elisir dell’immortalità.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">I magnifici tappeti della collezione del Museo Schneiberg, che proprio oggi apre a Torino arricchendo il panorama culturale cittadino, raccontano la storia di questo affascinante percorso, il viaggio alchemico al paradiso taoista: Kunlun.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Il nuovo Museo ha sede nel centro storico di Torino nel Palazzo Provana di Collegno.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nelle sue splendide sale, ospita una straordinaria collezione di arte cinese: i Tappeti Imperiali di Seta e di Metallo dei Qing, dinastia che regnò in Cina tra il 1644 e il 1911.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il percorso espositivo si sviluppa lungo otto ambienti nei quali, 36 tappeti della collezione permanente sono presentati secondo un tema caro alla simbologia classica cinese taoista (ovvero il viaggio alchemico alla ricerca dell’elisir).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le otto tappe di questo percorso tra i capolavori di seta e di metallo permettono al visitatore di avvicinarsi in una maniera inedita all’universo della corte Qing.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">I Tappeti di Seta e di Metallo furono commissionati per ordine degli emissari dei Qing verso la metà del XVII secolo per adornare le sale e i padiglioni della Città Proibita, del Palazzo d’Estate a nord di Pechino e del Palazzo Imperiale di Mukden in Manciuria.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Realizzati come un progetto artistico unitario, coerente sia per i materiali impiegati, seta, rame argento e oro, sia per i significati dei motivi rappresentati, i tappeti sono una preziosa testimonianza per la comprensione dei rituali della corte.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Oltre al fondamentale uso decorativo, i tappeti svolgevano infatti, anche un ruolo di supporto simbolico nelle cerimonie ufficiali e in quelle private, quali i riti sciamanici, a cui l’imperatore presenziava.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le immagini nei tappeti, come del resto degli arredi, erano parte di un linguaggio di potere, terreno e spirituale, che indicava nella figura dell’imperatore, l’unico mediatore tra la Terra e il Cielo, legittimando così il potere della dinastia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alcuni di questi tappeti sono giunti in occidente quali doni della corte alle missioni diplomatiche in visita in Cina, altri furono venduti alla fine della dinastia dalla stessa famiglia imperiale per finanziare l’esilio, come testimoniato dall’ultimo imperatore Aisin Gioro Pu Yi nella sua biografia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">La Fondazione Schneiberg nasce con lo scopo di promuovere il recupero, la conservazione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio storico artistico asiatico, con particolare riferimento ai tappeti della Cina di epoca imperiale, compreso ogni bene di interesse culturale, religioso, archeologico, archivistico, bibliografico e musicale e di diffonderne la conoscenza in Italia e all’estero.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La Fondazione programma giornate di studio e convegni per i ricercatori e gli appassionati, sostiene e cura pubblicazioni ed è impegnata direttamente in progetti di valorizzazione e fruizione dell’arte asiatica.</span></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>LO SGUARDO DELL&#8217;ANTROPOLOGO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wp_fabbr]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2020 13:01:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LO SGUARDO DELL&#8217;ANTROPOLOGO Museo Egizio di Torino. Scopri il più antico museo al mondo dedicato alla cultura egizia. &#8220;La strada per Menfi e Tebe passa da Torino&#8221; Jean-François Champollion. Visita il museo! MUMMIE TORINO Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo, a...]]></description>
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<h2>LO SGUARDO DELL&#8217;ANTROPOLOGO</h2>
<p>Museo Egizio di Torino. Scopri il più antico museo al mondo dedicato alla cultura egizia. &#8220;La strada per Menfi e Tebe passa da Torino&#8221; Jean-François Champollion. Visita il museo!</p>
<h3>MUMMIE TORINO</h3>
<p>Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo, a livello mondiale, interamente dedicato alla civiltà nilotica ed è considerato, per valore e quantità dei reperti, il più importante al mondo dopo quello del Cairo.</p>
<h2>MUSEO EGIZIO TORINO</h2>
<p>Mostra temporanea. Lo sguardo dell&#8217;antropologo. Connessioni con il Museo di Antropologia ed Etnografia dell&#8217;Università di Torino.</p>
<h3>SARCOFAGHI TORINO</h3>
<p>“Lo sguardo dell&#8217;antropologo”: così il Museo Egizio riprende anche l’attività espositiva temporanea</p>
</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><em> GRAFICA DELLA MOSTRA A CURA DEI FABBRICANTI D&#8217;IMMAGINE</em></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>MUSEO EGIZIO DI TORINO</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">&#8220;Lo sguardo dell&#8217;antropologo. Connessioni con il Museo di Antropologia ed Etnografia dell&#8217;Università di Torino&#8221; è il titolo della nuova mostra temporanea del Museo Egizio visitabile dal 13 giugno 2020 al 31 gennaio 2021.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">La mostra mira a ricostruire i rapporti tra egittologia e antropologia nel corso dei secoli, individuando prospettive di ricerca e collaborazioni future.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fulcro dell&#8217;esposizione è una mummia di una giovane donna proveniente dal sito archeologico di Gebelein, il cui restauro, effettuato dalla dott.ssa Cinzia Oliva, è stato da poco concluso presso il Centro Conservazione e Restauro &#8220;La Venaria Reale&#8221;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">All&#8217;interno dello spazio espositivo sono presenti quattro vetrine: la prima con informazioni sulla nascita e i contenuti dell’antropologia culturale; la seconda dedicata al MAET, Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino, fondato nel 1926 da Giovanni Marro, la terza ricostruisce il contesto di scavo nel quale fu rinvenuta la mummia su cui è stato effettuato il restauro e su cu si sono concentrate le indagini; la quarta, infine, si concentra sulla visione dell’Egitto inserito geograficamente nel continente africano ma troppo spesso, in passato, decontestualizzato e oggi al centro di una riappropriazione da parte degli studi africanisti.</span></p>
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		<title>CAVALLI COSTUMI E DIMORE</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Dec 2019 16:14:32 +0000</pubDate>
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		<title>MUSEE DE LA VALLEE &#8211; LA SAPINIERE</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 08:39:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Descrizione in fase di scrittura.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Descrizione in fase di scrittura.</p>
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		<title>TORINO STRATOSFERICA 2019</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 08:24:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Descrizione in fase di scrittura.]]></description>
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